Bloody Mary, Bloody Mary, Bloody Mary

Buona giornata amici, ci avviciniamo ad Halloween e questo mese vogliamo raccontarvi la storia del cocktail che più rappresenta questa ricorrenza orrorifica.

Molti di voi l’avranno già provato, il Bloody Mary nasce come un aperitivo, ma è solitamente usato anche come cocktail durante una serata inoltrata (e molti, crediamo, ne vorranno bere almeno uno durante la notte dei fantasmi).

Non è dato di sapere quale fosse l’origine del nome di questo cocktail, ma le leggende non sono mancate, e lasceremo a voi decidere quale sia più suggestiva da credere.

La prima vuole che il termine Bloody Mary derivi dalla famosa Regina d’Inghilterra Maria  Tudor 1°, la quale per ripristinare il cattolicesimo nel Regno Unito, mandò a morte gli oppositori protestanti, tanto da guadagnarsi il nomignolo di “Maria la sanguinaria”.

Un’altra leggenda racconta, che l’ispirazione per questo drink sia giunto dalla famosa attrice dell’epoca, Mary Pickford, la quale già aveva un cocktail a lei dedicato, di colore rosso, a base di Rum, maraschino e granata.

Se invece siete appassionati alle storie di fantasmi, allora vorrete credere alla storia che narra di una ragazza di nome “Mary” che venne sepolta viva per errore,  la quale lanciò una maledizione, e che nominandone 3 volte in uno specchio il nome “Bloody Mary” questa appaia nelle sembianze di una strega/assassina, e una volta evocata pare che non vi sia scampo. Ne fu persino fatto un film, il famoso “Urban legend 3”.

 

La verità è che, anche per questo cocktail come per moltissimi altri, le fonti sono incerte. Di certo c’è che fu reso famoso e celebre da un barman, la cui carriera partì da Parigi presso il “New York Bar” divenuto poi “Harry ’s Bar” nei ruggenti anni 20: il suo nome era Fernand Petiot, (Pete) nato a Parigi il 18 febbraio del 1900.

Tuttavia, non sappiamo con certezza chi lo inventò per la prima volta.

Una prima storia parla del 1920/1921, per l’anno di nascita di questo drink, da parte di Petiot presso il New York Bar di Parigi, un bar frequentato per lo più da americani, che avrebbero forse contribuito alla creazione del cocktail.

Una versione della storia  colloca al 1939 la sua invenzione, da parte dell’attore George Jessel, a Palm Beach.

Di certo c’è che che il Bloody Mary attraversò diverse fasi, e venne reso celebre, come si diceva prima, da Fernand Petiot, trasferitosi da Parigi agli Stati Uniti. “Red Snapper” fu il nome che si cercò di dare al Bloody Mary, presso il St. Regis Hotel, ma senza successo, (Petiot, arrivò al St. Regis nel 1934) dove pare il gin avesse avuto per un breve periodo il sopravvento sulla vodka, perché non ancora reperibile nel mercato Americano.

Il cocktail tornò comunque ad essere chiamato Bloody Mary ufficialmente quando la vodka fece la sua comparsa, e presso il Bar della King Cole Room, dell’Hotel St. Regis di New York nel 1934, il successo fu mondiale. L’intuizione di Fernand fu quella di speziare il drink, su sollecitazioni dei suoi clienti, che lo volevano sempre più condito.
Petiot pare abbia servito tutti i presidenti degli Stati Uniti dal 1934 al 1966 ad eccezione di Lyndon B. Johnson,  mentre il gangster Frank Costello era un suo regolare cliente.

 

Per cui il 31 ottobre, ad Halloween, se fate un salto allo Shiraz Wine Store, ricordatevi di chiedere un Bloody Mary per festeggiare anche voi degnamente la notte delle streghe.

 

BLOODY MARY

4,5 cl. Vodka
1,5 cl. succo di limone fresco
9,0 cl. succo di pomodoro 
Sale di sedano, pepe, gocce di tabasco, Worcester sauce.

 

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Fonte: www.barmanitalia.it